Peggiora il bilancio delle vittime del sisma di magnitudo 7.7. Si contano anche 3400 feriti e oltre 100 dispersi. Il terremoto, secondo funzionari Usa citati dalla Cnn, potrebbe aver causato più di 10mila morti. La giunta militare del Paese asiatico lancia un appello alla comunità internazionale perché intervenga con aiuti umanitari. Croce Rossa: 90 persone sotto macerie di un condominio a Mandalay. Estratta viva una donna dopo 30 ore. Morti anche in Thailandia
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Il potente terremoto di magnitudo 7.7 che venerdì 28 marzo ha colpito il Myanmar potrebbe aver causato più di 10.000 morti: a dirlo sono funzionari Usa citati dalla Cnn e la stima è in linea con quella degli esperti. Intanto il bilancio ufficiale supera le 1.600 vittime e i 3400 feriti. Oltre 100 i dispersi. In diverse zone si scava in cerca di sopravvissuti. Croce Rossa: 90 persone sotto macerie di un condominio a Mandalay. Una donna è stata estratta viva dalle macerie del palazzo 30 ore dopo il sisma. Bbc: nella stessa città bimbi uccisi o dispersi in crollo scuola. Almeno 3mila edifici, 30 strade e 7 ponti, tra cui l’iconico Ava Bridge, sono stati danneggiati dal terremoto. La People’s Defense Force – la milizia che combatte contro la giunta per un ritorno alla democrazia – ha comunicato che si impegnerà a mantenere un cessate il fuoco di 2 settimane per consentire il passaggio degli aiuti verso le aree colpite dal terremoto. Chiusi gli aeroporti di Naypytaw e Mandalay. Si rischia emergenza sanitaria. Usgs: “Oltre alle vittime, il costo finanziario del terremoto potrebbe superare il Pil del Myanmar”. Morti anche a Bangkok, in Thailandia. Sergio Mattarella: “Immagini sconvolgenti, facilitare aiuti”.
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Il Regno Unito ha promesso 10 milioni di sterline in aiuti umanitari per il Myanmar dopo che un terremoto ha ucciso più di 1.600 persone e causato danni ingenti nel Paese già devastato dalla guerra. “Questo finanziamento del Regno Unito aumenterà il supporto nelle aree più colpite dal terremoto e sarà orientato verso scorte di cibo e acqua, medicine e rifugi”, ha affermato il Foreign Office in una dichiarazione, aggiungendo che sta lavorando con i “partner locali”.
I soccorritori hanno estratto una donna viva dalle macerie di un condominio crollato a Mandalay, 30 ore dopo il devastante terremoto in Myanmar. Phyu Lay Khaing, 30 anni, è stata tirata fuori dallo Sky Villa Condominium dai soccorritori dalle macerie e poi adagiata su una barella. Un funzionario della Croce Rossa ha reso noto che più di 90 persone potrebbero essere rimaste intrappolate sotto i resti del condominio.
Le autorità del Myanmar hanno dichiarato lo stato d’emergenza in sei regioni, ma le ricerche tra i detriti si concentrano a Mandalay, vicina all’epicentro del sisma, che è stata visitata dal capo dello Stato, il generale Min Aung Hlaing. Nel capoluogo, che è la seconda città del Paese, la Croce Rossa ha riferito di almeno 90 persone rimaste intrappolate dopo il crollo di un palazzo di 12 piani, e ad un certo punto si è riusciti ad estrarre viva una donna dopo 30 ore.
I soccorritori hanno estratto un altro cadavere dalle macerie dell’edificio crollato nel distretto di Chatuchak a Bangkok. Lo riporta la Bbc, precisando che adesso il numero delle vittime nella capitale thailandese è salito ad almeno 12 morti.
Intanto in Thailandia la premier Paetongtarn Shinawatra ha assicurato che il Paese “è tornato alla normalità” dopo il sisma. Secondo le autorità è crollato solo il palazzo di 30 piani in costruzione a Bangkok. Si cercano eventuali sopravvissuti. Decine di persone risultano ancora disperse.
L’ala militare dell’opposizione in Myanmar ha comunicato che si impegnerà a mantenere un cessate il fuoco di 2 settimane per consentire il passaggio degli aiuti verso le aree colpite dal terremoto. Lo riferisce la Bbc. La People’s Defence Force ha assicurato che collaborerà con l’Onu nelle aree sotto il suo controllo “per garantire sicurezza, trasporti e l’istituzione di campi di soccorso e medici temporanei”.
Nelle immagini dall’alto rilasciate da Maxar Technologies si vedono i danni causati dal terremoto alla pagoda di Ma Shi Kha Na pagoda e a quella di Mahamuni, dove era conservata una delle statue di Buddha più antiche del Paese. In basso a destra, una torre distrutta nei pressi della pagoda Mahamuni. Foto: Ansa/Maxar Technologies.
L’Unicef è “profondamente preoccupato per l’impatto devastante” che il terremoto in Myanmar ha sui minori. Il Cesvi, una delle poche organizzazioni italiane attive nel Paese, sostiene che “la priorità ora è verificare se vi siano scuole colpite e bambini in condizioni critiche”. In tutto in Myanmar ci sono 6,7 milioni di bambini, molti dei quali devono fare i conti con la fame e la guerra civile: il 32% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Ieri sono stati estratti senza vita cinque bambini tra le macerie di una scuola crollata nella città di Taungoo. Oggi tra gli edifici crollati a Kyaukse, nella regione di Mandalay, 12 piccoli sono stati trovati morti in una scuola materna.
Mentre ancora si scava tra le macerie alla ricerca dei sopravvissuti, sul Myanmar colpito dal terremoto incombe la minaccia dell’emergenza sanitaria. L’allarme arriva dalle Ong lì presenti. “Gli ospedali, già poco attrezzati e con strumentazioni inadeguate – spiega Angelo Conti di Medacross – sono già al collasso. Mancano farmaci. Inoltre per i soccorsi tentare di raggiungere la zona dell’epicentro del sisma è difficile anche per la guerriglia. Chi proviene dalla Thailandia deve infatti attraversare un’area estremamente pericolosa”.
Per ora concentrate sulle perdite umane, le notizie che emergono dal Myanmar del dopo-terremoto sono ancora frammentarie e sporadiche per quanto riguarda i danni all’ingente patrimonio storico e culturale del Paese, ricco di antichi templi e pagode, monasteri e statue del Buddha. Si teme ad esempio per i monumenti della città di Bagan e i siti di Pyu (protetti dall’Unesco), ma anche per la famosa Pagoda d’oro (Shwedagon) a Yangon, i templi di Bago (o Pegu) nel sud, la roccia in bilico d’oro (sempre nel sud), le grotte sacre, le file di goglie nella remota e travagliata provincia occidentale di Rakhine.
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L’Ava Bridge era un ponte a 16 campate, nella Divisione di Mandalay, in Myanmar. Costruito dagli inglesi nel 1934, fu distrutto dallo stesso esercito britannico durante la Seconda Guerra Mondiale e poi ricostruito nel 1954, dopo l’indipendenza del Myanmar. Fino all’inizio degli anni 2000 è stato l’unico ponte ad attraversare il fiume Irrawaddy. Per questo è sempre stato considerato uno dei simboli del Paese. Foto: Ansa/Getty
Dalla Cina e da Hong Kong sono arrivati in Myanmar decine di uomini per i soccorsi.
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“Siamo caduti a terra. Abbiamo provato a rialzarci, ma non riuscivamo a stare in piedi. Non capivamo che cosa stesse succedendo, poi abbiamo realizzato che era il terremoto”. Il racconto del terremoto di Stefano L.G., turista italiano in vacanza a Bangkok.
Continuano le ricerche dei dispersi a causa del crollo di un grattacielo in costruzione a Bangkok. In tutto dovrebbero essere 43 le persone coinvolte.
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La conta dei feriti in Myanmar è salita a 3.400 persone. Almeno 139 i dispersi.
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