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Le notizie di sabato 29 marzo sul conflitto in Ucraina. Kiev: «Raid aereo sul territorio russo, distrutta base per droni»
L’esercito russo ha bombardato la città ucraina di Kupyansk: si registrano almeno due feriti e alcuni edifici distrutti. Lo ha riferito Rbc-Ucraina citando il capo dell’Amministrazione statale regionale di Kharkiv, Oleg Synegubov. I feriti sono una donna di 54 anni e un uomo di 55 anni.
È falsa la notizia, diffusa dall’agenzia russa Ria Novosti, della morte di Yuri Previtali, bergamasco e combattente nelle fila dell’esercito ucraino. Secondo fonti diplomatiche Previtali è vivo e sta bene. La notizia della sua uccisione era stata data all’agenzia di stampa russa da Vladimir Rogov, presidente della commissione russa per le questioni di sovranità e copresidente del consiglio di coordinamento per l’integrazione delle nuove regioni.
Le truppe russe hanno attaccato un ospedale militare a Kharkiv con droni. Il raid ha danneggiato la struttura e alcuni edifici residenziali, provocando vittime. Lo riferisce Rbc-Ucraina citando lo Stato maggiore delle Forze armate dell’Ucraina e il capo dell’amministrazione militare regionale di Kharkiv Oleg Synegubov. L’esercito ha precisato che «in serata violando ancora una volta cinicamente le norme del diritto umanitario internazionale, i terroristi russi hanno attaccato un ospedale militare a Kharkiv».
«Almeno un morto questa sera a Kharkiv durante un attacco di droni russi». Lo riporta Rbc-Ucraina citando il sindaco Igor Terekhov, secondo il quale «in città si sono udite diverse esplosioni». I «feriti sono 14 e fra di loro vi sono dei bambini», ha aggiunto la stessa fonte.
La Russia non ha dato risposte adeguate alle proposte di tregua avanzate dagli Stati Uniti. Lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo messaggio alla nazione serale. «Per troppo tempo ormai la proposta americana di un cessate il fuoco incondizionato è stata sul tavolo senza una risposta adeguata dalla Russia», ha dichiarato Zelensky, «ci sarebbe già un cessate il fuoco se ci fosse vera pressione sulla Russia».
La Russia ha accusato l’Ucraina di aver intensificato gli attacchi contro le sue infrastrutture energetiche in violazione del cessate il fuoco limitato a questo ambito che le parti hanno concordato a Riad con la mediazione americana. Secondo un post del ministero della Difesa di Mosca su Telegram, gli attacchi contro gli impianti sono aumentati nelle regioni meridionali di Kursk e Belgorod e, a seguito dei raid che hanno preso di mira linee elettriche ad alta tensione e sottostazioni, si sono verificate interruzioni di corrente.
L’Ucraina chiederà modifiche al nuovo e radicale accordo economico proposto dal presidente Donald Trump sulle terre rare, tra cui l’impegno a maggiori investimenti da parte degli Stati Uniti. Lo scrive Bloomberg citando una fonte a conoscenza del dossier. La bozza di accordo proposta – visionata dall’agenzia – garantirebbe a Washington il controllo su tutti i principali investimenti futuri in infrastrutture e minerali nel Paese devastato dalla guerra, e senza limiti di tempo. Kiev però teme che l’accordo possa non solo indebolire la sua offerta di entrare nell’Unione Europea, e richiederebbe anche di rimborsare tutto il supporto militare ed economico fornito dagli Stati Uniti a Kiev dall’inizio della guerra.
L’Ucraina ha aumentato il numero di attacchi alle infrastrutture energetiche russe. Lo riferisce il ministero della Difesa di Mosca, citato da Ria Novosti. «Indipendentemente dalle dichiarazioni di Zelensky sulla presunta cessazione da parte del regime di Kiev della distruzione deliberata degli impianti energetici russi, le forze armate ucraine hanno solo aumentato il numero di attacchi alle infrastrutture energetiche nelle regioni di Kursk e Belgorod», dichiara il ministero. Secondo Mosca, nelle ultime 24 ore, le truppe ucraine hanno continuato ad attaccare le infrastrutture energetiche russe.
Le forze russe hanno attaccato la città d’origine del presidente ucraino, Kryvyi Rih, nella regione di Dnipropetrovsk, con un missile balistico, causando 8 feriti. capo del Consiglio di difesa della città Oleksandr Vilku, come riporta Ukrainska Pravda.
«Parlare adesso di intervento di qualunque tipo in Italia è totalmente assurdo perché fin quando non avrai le condizioni della pace, che non definiamo noi né l’Europa, non puoi decidere cosa fare in Ucraina. Dovremmo concentrarci in questa fase sulla somma delle difese europee, fare difese nazionali e iniziare a discutere e capire come collaborare insieme: abbiamo uno schema che è quello della Nato, basta copiare quello e fotocopiarlo. Inoltre nei prossimi anni abbiamo bisogno di un Onu che si riprenda in mano un destino che ha perso negli ultimi anni». Così il ministro della Diesa Guido Crosetto intervenuto come ospite al congresso di Azione a Roma. «I tedeschi hanno tolto il vincolo sugli investimenti nella Difesa cambiando la Costituzione i due giorni», ha poi ricordato Crosetto.
«Parlare adesso di qualunque tipo di intervento in Ucraina è assurdo. Finché non avremo le condizioni della pace non possiamo decidere cosa fare in Ucraina. È come decidere come arredare una casa di cui non si ha il progetto». Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo al congresso di Azione. «Dovremo concentrarci in questa fase – ha spiegato – nel fare difese nazionali, e discutere a livello europeo di come cooperare. Abbiamo lo schema della Nato, basta fotocopiare quello. Poi quando ci saranno le condizioni penso ci sarà una coalizione internazionale. Abbiamo bisogno di un Onu che si riprenda in mano un destino che ha perso negli ultimi anni. Non ne usciamo con la politica dei blocchi contrapposti. Non esiste pace quando c’è uno squilibrio: l’Ucraina è stata invasa perché la Russia pensava di essere molto più forte».
Il ministro della Difesa russo ha rivendicato oggi di aver preso il controllo di tre località in Ucraina. Stando al comunicato riportato dalle agenzie di stampa russe, le forze russe avrebbero conquistato Shcherbaky, nella regione di Zaporizhzhia, Panteleimonivka, nella regione di Donetsk, e Veselivka, nella regione di Sumy.
Le forze russe si stanno preparando a lanciare una nuova offensiva militare nelle prossime settimane per aumentare la pressione sull’Ucraina e rafforzare la posizione negoziale di Mosca nei colloqui per il cessate il fuoco. Lo hanno detto analisti del governo e dell’esercito ucraino. Secondo funzionari di Kiev, la mossa potrebbe dare al presidente russo Vladimir Putin tutte le ragioni per ritardare le discussioni sulla sospensione dei combattimenti. Con l’avvicinarsi della stagione dei combattimenti primaverili, il Cremlino sta valutando una spinta su più fronti lungo la linea del fronte di 1.000 chilometri, secondo gli analisti e i comandanti militari. Due funzionari diplomatici del G7 hanno concordato con questa valutazione. I comandanti militari ucraini hanno riferito che la Russia ha recentemente intensificato gli attacchi per migliorare le sue posizioni tattiche in vista della prevista offensiva più ampia. «Hanno bisogno di tempo fino a maggio, tutto qui», ha detto l’analista militare ucraino Pavlo Narozhnyi, che lavora con i soldati e apprende informazioni di intelligence da loro. Le battaglie si sono intensificate anche lungo il fronte orientale a Donetsk e Zaporizhzhia. «Stanno preparando azioni offensive sul fronte che dovrebbero durare dai sei ai nove mesi, quasi tutto il 2025», ha aggiunto l’analista militare ucraino Oleksii Hetman, che ha contatti con lo stato maggiore militare. I combattimenti si sono intensificati anche nella città orientale di Pokrovsk, una delle principali roccaforti difensive dell’Ucraina e un importante centro logistico nella regione di Donetsk. La sua conquista avvicinerebbe la Russia al suo obiettivo dichiarato di conquistare l’intera regione. Un soldato ucraino con il nome in codice `Italian´ ha detto che la Russia sta conducendo un’intensa attività di ricognizione nella sua area di responsabilità nella regione di Pokrovsk. Le intercettazioni radio e i servizi segreti mostrano un accumulo di forze nell’area intorno a Selidove, una città nella regione di Pokrovsk, e la creazione di riserve di munizioni e grandi veicoli corazzati. I molti nuovi segnali di chiamata intercettati nelle trasmissioni radio suggeriscono che poi stanno arrivando nuove forze
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di non essere seria sulla pace e richiamato di nuovo gli alleati, e soprattutto gli Stati Uniti, a esercitare la necessaria pressione su Mosca. «Nel corso della serata e della notte di ieri, la Russia ha attaccato l’Ucraina con più di 170 droni, tra cui più di 100 Shaheed’», ha riferito su Telegram, «al momento, 4 persone sono state uccise» a Dnipro e «in ogni regione colpita c’è distruzione». In questo quadro, «la Russia si sta facendo beffe degli sforzi di pace del mondo, sta trascinando la guerra e perpetrando questo terrore perché non sente ancora alcuna pressione reale», ha assicurato Zelensky. «La diplomazia può funzionare, ma deve essere sostenuta da misure che rafforzino i nostri soldati e privino gli occupanti delle risorse per la guerra», ha ammonito. «I nostri partner sanno cosa può aiutare, che tipo di pressione, e dipende dall’America, dall’Europa, da tutti coloro che nel mondo vogliono una diplomazia efficace», ha spiegato il leader ucraino.
L’aeronautica militare ucraina annuncia di aver colpito in un attacco con aerei una postazione di confine a Pogar, nell’oblast russo di Bryansk, il 27 marzo, distruggendone un’infrastruttura militare da cui venivano lanciati attacchi di droni contro il territorio ucraino, stimando di aver ucciso nel raid fra i 15 e i 40 soldati russi: lo scrive il Kyiv Independent, citando lo Stato maggiore delle forze armate. Kiev, scrive il sito di news in inglese, ha ripetutamente registrato lanci di droni dall’area del posto di blocco di Pogar e la sua distruzione riduce la capacità della Russia di minacciare le forze ucraine nella regione ucraina di Sumy e in quella russa di Kursk, dove ci sono ancora truppe d’invasione ucraine. «Come risultato dell’attacco, l’infrastruttura militare del posto di blocco è stata distrutta, insieme ai mezzi di comunicazione e di guerra elettronica, nonché al sistema di videosorveglianza e ad altri mezzi tecnici», ha affermato lo Stato maggiore.
L’Ucraina non firmerà un accordo con gli Stati Uniti sullo sfruttamento delle risorse minerarie che possa mettere a rischio il suo percorso di adesione all’Unione Europea. Lo ha detto alla stampa il presidente Volodymyr Zelensky, confermando che Kiev ha ricevuto dall’amministrazione Trump una nuova bozza dell’accordo. «La Costituzione dell’Ucraina chiarisce che il nostro percorso è verso l’Ue», ha detto Zelensky , aggiungendo: «Non possiamo accettare nulla che possa minacciare l’adesione dell’Ucraina all’Ue». Riguardo alla nuova bozza di accordo ricevuta da Washington, Zelensky ha dichiarato che «ci sono molte cose che non sono state discusse prima e ci sono anche cose che le parti avevano già respinto». Il presidente ucraino ha fatto sapere che attenderà «una revisione da avvocati di altissimo livello» prima di firmare l’accordo che, stando alla bozza anticipata nei giorni scorsi dal Financial Times, porterebbe gli Stati Uniti ad avere il controllo delle terre rare e dei beni energetici dell’Ucraina, senza offrire in cambio alcuna garanzia di sicurezza.
L’Ucraina ha stretto nuovi accordi con diversi alleati europei per rafforzare la cooperazione in materia di intelligence. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, parlando ieri sera alla stampa a Kiev, senza entrare più nel dettaglio, ma affermando che si tratta «di un’iniziativa europea: ampliare l’accesso dell’Ucraina all’intelligence, l’accesso alle tecnologie, ai satelliti che i nostri colleghi europei hanno». All’inizio del mese gli Stati Uniti avevano sospeso la collaborazione di intelligence con l’Ucraina nell’ambito dei negoziati per un cessate il fuoco con la Russia. Stando a quanto riportato dal Financial Times, Zelensky ha quindi precisato che i partner europei dovrebbero annunciare nuovi pacchetti di difesa nel corso dell’incontro previsto l’11 aprile in formato Ramstein, ospitato da Germania e Regno Unito
Le truppe ucraine, che alcuni giorni fa sono penetrate nella regione russa di Belgorod, sono ancora presenti in territorio nemico, dove ieri sono avanzate di 3-4 chilometri, ingaggiando scontri armati con le forze di Mosca: lo scrivono alcuni media ucraini – fra cui Ukrinform e Kyiv Independent – che citano «blogger militari russi e osservatori indipendenti», precisando che l’incursione nel Belgorod non ha finora trovato conferme ufficiali né da Kiev né tantomeno da Mosca. Secondo queste fonti, i soldati di Kiev hanno sfondato la prima linea di difesa russa, ma difficilmente potrebbero dare luogo a una vera offensiva, come è stata quella nella regione di Kursk dell’agosto scorso. In quest’ultima gli ucraini sono ancora presenti, sebbene abbiano ceduto gran parte del territorio conquistato otto mesi fa di fronte alla massiccia controffensiva russa, che ha impiegato anche soldati nordcoreani.
(di Luca AngeliniScrive da Kiev Lorenzo Cremonesi che «Vladimir Putin torna a mostrare le sue vere intenzioni sull’Ucraina: trasformarla in uno Stato vassallo, una sorta di Bielorussia bis con il pieno controllo della sua politica interna, quella estera e le sue forze militari. Così a Kiev leggono le dichiarazioni del presidente russo, che ieri ha suggerito di imporre un “governo temporaneo in Ucraina sotto l’egida dell’Onu, magari con la partecipazione di Stati Uniti ed Europa, e ovviamente con i nostri partner e amici”. Passo che dovrebbe permettere poi di “tenere elezioni democratiche per creare un governo che goda del sostegno popolare e con il quale potremmo finalmente firmare un accordo di pace“.

Che, oltre a ridisegnare i confini dell’Ucraina, il Cremlino continui a voler pure decidere chi la debba governare (del resto, a inizio invasione, i carri armati russi marciarono o no anche verso Kiev, per «denazificare» il Paese?) è sembrato troppo, almeno per ora, anche a Washington. «In un’uscita insolitamente anti-Russia – scrive ancora Cremonesi – la Casa Bianca stigmatizza la provocazione del leader del Cremlino: il governo di Kiev è scelto dalla sua costituzione e dai suoi cittadini».

Il presidente ucraino vuole in ogni caso evitare lo scontro con l’amministrazione Usa, che ha proposto una versione totalmente rivista dell’accordo di fine febbraio sullo sfruttamento americano delle risorse minerarie ed energetiche dell’Ucraina. «Dobbiamo studiare la nuova proposta», ha detto ieri Zelensky. Tra i problemi sul tavolo c’è anche il monitoraggio dell’eventuale tregua sul Mar Nero e del rispetto delle infrastrutture energetiche. Mosca e Kiev si accusano a vicenda di avere attaccato con i droni i gasdotti e linee elettriche nelle ultime 48 ore.

Se, per il momento, gli Stati Uniti concedono all’Ucraina di farsi governare da chi crede, non rinunciano all’idea di poter invece governare, prima o poi, la Groenlandia (dove giusto ieri si è insediato un nuovo governo contrario a ogni interferenza straniera e irritato dall’atteggiamento Usa). Quella del vicepresidente J.D. Vance e della moglie Usha sull’isola di ghiaccio, ieri, è stata peraltro, come scrive Viviana Mazza, «una visita toccata e fuga», limitata alla sola base Usa di Pituffilk. C’erano, però, anche il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, il segretario all’Energia Chris Wright e il senatore Mike Lee. Alla domanda se gli Stati Uniti abbiano piani per conquistare militarmente l’isola, Vance ha risposto: «Quello che penso che succederà è che i groenlandesi decideranno, attraverso l’autodeterminazione, di diventare indipendenti dalla Danimarca e poi avremo una conversazione con loro a partire da questo… Non pensiamo che la forza militare sarà mai necessaria. Pensiamo che i groenlandesi siano razionali e brava gente e che potremo fare un accordo “stile Donald Trump” per la sicurezza di questo territorio e degli Stati Uniti».

Il quale Donald Trump ieri ha ribadito che gli Usa «hanno bisogno della Groenlandia per la pace nel mondo, Danimarca e Unione europea capiranno, altrimenti glielo spiegheremo. Il discorso non è se possiamo farne a meno – e possiamo – se guardiamo alle acque attorno alla Groenlandia, ci sono ovunque navi cinesi e russe. Non possiamo affidarci alla Danimarca o altri per affrontare la situazione». 
di Lorenzo Cremonesi

Vladimir Putin torna a mostrare le sue vere intenzioni sull’Ucraina: trasformarla in uno Stato vassallo, una sorta di Bielorussia bis con il pieno controllo della sua politica interna, quella estera e le sue forze militari.

Così a Kiev leggono le dichiarazioni del presidente russo, che ieri ha suggerito di imporre un «governo temporaneo in Ucraina sotto l’egida dell’Onu, magari con la partecipazione di Stati Uniti ed Europa, e ovviamente con i nostri partner e amici». Passo che dovrebbe permettere poi di «tenere elezioni democratiche per creare un governo che goda del sostegno popolare e con il quale potremmo finalmente firmare un accordo di pace».

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di Marco Imarisio, nostro inviato a Mosca

«La Russia è un edificio la cui facciata è rivolta all’Oceano Glaciale». Così parlò il celebre ammiraglio Stepan Makarov, che alla fine dell’Ottocento propose l’uso di navi rompighiaccio per valorizzare la via marittima del Nord. Certo, non poteva sapere che le sue parole sarebbero diventate dei led luminosi che indicano la via ai turisti in visita alla Grotta del ghiaccio, nel Parco Zaryadye, a due passi dal Cremlino.

L’installazione verrà tolta domenica prossima. L’attrazione di questo Paese per l’Artico e per il Nord estremo rimane. Sono russi metà del territorio e delle acque delimitate dal Circolo Polare, e l’estensione della linea costiera lungo l’Oceano Glaciale è di quasi quarantamila chilometri. È come avere in casa un tesoro, sotto forma di spazio vitale per la maggioranza dell’umanità, considerati i cambiamenti climatici, il più grosso «serbatoio» di risorse energetiche, di acqua potabile e per via del riscaldamento dell’Artico, quattro volte più veloce rispetto al resto del pianeta, anche il futuro snodo dei trasporti mondiali, la più corta via marittima tra l’Atlantico e il Pacifico.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina non è
pronta a riconoscere gli aiuti militari forniti dagli Stati Uniti negli ultimi anni come un debito nell’ambito dell’accordo sulle risorse minerarie con gli Stati Uniti. «Non accetteremo debiti, come ho detto. Queste sono cose
assolutamente chiare per me, almeno parlando del passato», ha affermato Zelensky citato da Ukrainska Pravda. Nel frattempo, ha chiarito che l’Ucraina è pronta a rimborsare gli Stati Uniti per l’assistenza futura se  l’amministrazione Trump la fornirà: «Se ci sono prospettive, nuovo supporto, nuovi pacchetti di supporto, allora gli Stati Uniti possono certamente stabilire determinate condizioni. Sappiamo che questa squadra non farà nulla per noi gratuitamente. Lo dicono ufficialmente», ha
affermato Zelensky, sottolineando inoltre che l’Ucraina non firmerà l’intesa se ciò rappresenterà una minaccia per l’adesione del paese all’Ue. Zelensky ha confermato che si tratta di un «documento completamente diverso» e che include «molte cose che non erano state discusse e alcune che erano già state respinte dalle parti», sottolineando in ogni caso che sarà studiato e «poi ne parleremo».
Almeno quattro persone sono morte e 19 sono rimaste ferite nell’attacco che
ha colpito la città di Dnipro. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione
militare regionale Serhii Lysak. «Diversi edifici alti sono stati danneggiati» e «sono scoppiati incendi in circa una dozzina di abitazioni private. Garage e stazioni di servizio erano affollati» e «i soccorritori sono riusciti a contenere un incendio scoppiato nel complesso di un hotel e un ristorante», ha detto Lysak su Telegram. Tra i feriti anche una donna incinta di 27 anni. «Il nemico ha inviato sulla città più di due dozzine di droni, la maggior parte abbattuti», ha aggiunto.
29 marzo, 00:19 – Aggiornata il 30 marzo, 03:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Danneggiata la struttura e alcuni edifici residenziali
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Di NewsBot